Lunedì, 17 febbraio 2014 - Appuntamenti

Festa della donna

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L’8 marzo diventa anche quest’anno l’occasione per sollecitare una riflessione sulla relazione di genere, grazie alle iniziative che l’associazione Rete Rosa onlus ha promosso nella settimana dall’1 al 9 marzo 2014.

Si comincia sabato 1 marzo alle 18.00 presso Villa Gianetti in via Roma, 20 con l’inaugurazione della mostra “Donne in cortocircuito” dell’artista Nazzareno Barutta, saronnese di nascita e milanese d’adozione, che ha dedicato molte delle sue opere all’universo femminile. Durante l’inaugurazione l’artista darà vita ad una performance insieme all’attrice Anella Todeschini. La mostra resterà aperta dal 2 al 9 marzo (apertura mostra: da martedì a venerdì 15.30/19.00 – sabato e domenica 10.00/12.30).

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Domenica 9 marzo alle ore 17.00 l’evento “Donne: uno sguardo al maschile”, chiuderà la mostra.

Con il convincimento che la lettura delle dinamiche al femminile debba essere iscritta in quella dell’esperienza maschile, sarà data voce al critico Antonio D’Amico per una riflessione sulle opere in mostra e allo psicologo Stefano Gastaldi che prenderà spunto dal suo libro “Uomini. Se li conosci puoi amarli”, per una panoramica sull’evoluzione dell’universo maschile.

Al termine della mostra le opere potranno essere acquistate. Il ricavato sarà devoluto all’Associazione Rete Rosa Onlus.

Alle 18.30, sempre domenica 9 marzo, partirà da Villa Gianetti una “Fiaccolata contro la violenza” organizzata da Auser Saronno. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Gli eventi in programma sono ad ingresso libero, patrocinati dall’Amministrazione Comunale e sostenuti dal Lions Club Saronno Host.

Martedì 4, mercoledì 5 e giovedì 6 marzo, in collaborazione con il cinema Silvio Pellico, sarà proiettato il film “Come pietra paziente” di Atiq Rahimi (ingresso € 6,00). E’ la storia di una donna che prende coscienza del proprio corpo, libera la sua parola per confidare al marito in coma ricordi e segreti inconfessabili. A poco a poco in un fiume liberatorio tutti i suoi pensieri diventano voce: incanta, prega, grida e infine ritrova se stessa. L’uomo privo di conoscenza al suo fianco diventa dunque, suo malgrado, la sua “syngué sabour”, la sua pietra paziente, la pietra magica che poniamo davanti a noi stessi per sussurrarle tutti i nostri segreti, le nostre sofferenze… finché non va in frantumi.